AEROPORTO CROTONE: A SACAL CHIEDERO’ RISPETTO DEGLI IMPEGNI

Caro Direttore*, scrivo a lei e mi rivolgo anche ai miei concittadini. Non voglio entrare in polemiche che alimentano solo preconcetti, ma credo sia il momento di concentrarsi sui fatti. Per l’aeroporto di Crotone non sono stati ¡n grado di mantenere la proroga dell’esercizio provvisorio, motivo per il quale sono venute meno tutte le concessioni con i vettori. Circostanza che non si è verificata per l’aeroporto di Reggio Calabria. Questo ha allungato i tempi con l’attivazione del bando di gara per l’assegnazione della gestione. Vorrei precisare che quando Sacal, così come Sagas e Ase, ha presentato il proprio Piano Industriale, come è owio nelle gare di appalto, esso era noto solo alla Commissione esaminatrice. Quindi non avrei mai potuto e voluto conoscere i dettagli del Piano industriale. Per quanto riguarda poi i dettagli che sono emersi sulla stampa relativamente a Sacal vorrei ricordare che, avendo il Piano un’ampiezza di 20 anni, sarà soggetto a modifiche nei diversi piani quadriennali. Ho preso atto, quindi, delle indiscrezioni e per questo ho chiesto conto a Sacal delle sue intenzioni, che devo- no essere mediate con le necessità del territorio. L’unica azione che va perseguita adesso è riaprire lo scalo, decorsi i termini per ¡I rilascio della concessione trentennale, entro il mese di aprile. A quel punto Sacal dovrà dare risposte precise. lo sarò la prima a chiedere che gli impegni presi siano rispettati. Mi sono attivata con nuove compagnie aeree per verificare il loro interesse verso lo scalo di Crotone. Naturalmente questo accadrà con i tempi tecnici necessari in questo tipo di procedure. In occasione della BIT di Milano, incontrerò il presidente della Regione Calabria, al quale chiederò la giusta attenzione per l’aeroporto di Crotone nell’ambito del via libera della Commissione Uè agli aiuti italiani per le nuove rotte aeree in Calabria del valore di 12 milioni di euro. Allo stato dei fatti è importante, quindi, avviare un’operatività che sia in linea con quanto era previsto prima del fallimento della società di gestione, ricreando occupazione per gli addetti che prima lavoravano per l’Aeroporto Sant’Anna. Infine, vorrei sottolineare che, da ben più di dieci anni, ho più volte chiesto di adottare un modello di società a gestione unica regionale. Non al fine di preferire questa o quella società, ma perché un sistema regionale è premiante ovunque, sia economicamente in mancanza di duplicazioni di ruolo; che per il potere contrattuale che si ha nei confronti di vettori e attori del mondo turistico, soprattutto dove ci sono realtà disomogenee come in Calabria, in modo che una regia unica possa – e debba – tutelare gli interessi di tutti i territori coinvolti. Gli esempi di gestione unica sono tantissimi, basti pensare alle coste della Spagna o più recentemente alla zona meridionale del Portogallo. Qui si è programmato, sotto un’unica regia, e si è agito come territorio attraendo flussi turistici importanti. C’è stato un investimento sulle singole comunità in base alle caratteristiche territoriali, strutturali ed economiche.

  • *Lettera a Il Crotonese, pubblicata Sabato 1 Aprile 2017
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